Probiotici e umore, un legame per sempre?
Probiotici e umore, un legame per sempre?
Asse intestino-cervello: i probiotici regolano le funzioni intestinali, l’attività cerebrale e lo stato psicologico
di GIULIA BIGIONI
Che i probiotici fossero estremamente utili al mantenimento del nostro stato di salute è un dato che sempre di più, le nuove evidenze scientifiche, ci confermano. Ma quello che dovremmo cominciare a considerare è l’estensione della parola salute dagli aspetti più propriamente fisiologici a quelli appartenenti alla sfera comportamentale e psicologica.
Questo è quello che ci spingono a fare un gruppo di scienziati italiani dell’Università di Tor Vergata, suggerendoci che il corretto apporto di probiotici è in grado di influenzare non solo la funzione dell’intestino ma l’attività cerebrale e più in generale il comportamento emotivo. Il tutto modulato dal nervo vago, responsabile delle connessioni tra i diversi organi e apparati è uno dei nervi più lunghi che abbiamo, vago appunto perché cammina come un vagabondo nell’organismo, dalla base dell’encefalo fino ad arrivare nell’addome, toccando importanti organi come i polmoni il cuore lo stomaco e infine l’intestino.
I dati, recentemente pubblicati sulla rivista Journal of Translational Medicine, sono stati ottenuti su una popolazione femminile caratterizzata da una sindrome conosciuta come NWO, donne di peso nella norma ma con una percentuale di grasso corporeo assimilabile a persone obese, messe a confronto con un gruppo di donne obese o normali. Ebbene le osservazioni degli scienziati sembrano indicare che l’assunzione di probiotici è in grado di modulare in senso positivo non solo la composizione corporea di questo gruppo, ma anche lo stato psicologico e quindi il comportamento alimentare.
A seguito dell’assunzione dei probiotici le donne dei gruppi caratterizzate dalla sindrome NWO e le preobebse/obese hanno visto ridursi la loro percentuale di grasso corporeo associata ad una significativa diminuzione del BMI (Body Mass Index) e più in generale è stato documentato un miglioramento del disagio psicologico associato a questi stati patologici.
I microrganismi o probiotici responsabili di questi effetti sono classificati con il nome di psicobiotici e appartengono alle due grandi famiglie dei Bifidobacterium and Lactobacillus. Questi sembrerebbero in grado di produrre una notevole varietà di neuro trasmettitori, poi responsabili della modulazione del tono dell’umore.
Come anche anticipato dagli autori, sicuramente saranno necessari ulteriori studi a conferma di queste importanti novità. Certo è che il legame tra somatico e mentale resta un campo tra i più intriganti e interessanti da studiare per le infinite implicazioni che comporta non solo in campo medico ma anche per i risvolti in termini filosofici e psicologici.
L’importanza del microbiota è argomento di estremo interesse da diversi anni a questa parte, il grande piccolo mondo dei microorganismi apparentemente distante dal nostro macrocosmo sembra invece avere la forza di Davide nella sfida contro il gigante Golia.




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