“Quando a tordi e quando a grilli”
“Quando a tordi e quando a grilli”
Ci chiediamo se nella patria della dieta mediterranea gli insetti potranno diventare l’alimento del futuro
di GIULIA BIGIONI
Chissà se nella tradizione proverbiale romana chi ha formulato il detto “Quando a tordi e quando a grilli” “Quando a tordi e quando a grilli” immaginava che un giorno il simbolo di carestia e di magra, i grilli, sarebbero invece diventati simbolo, non proprio di opulenza, ma almeno di soddisfazione del palato. Sicuramente, se esiste il detto, una qualche pratica alimentare nel passato, associata ai grilli ci sarà stata. Infatti, è proprio dell’entomofagia che si é tornati a parlare recentemente a Milano in occasione della manifestazione SEEDS AND CHIPS.
In particolare una piccola azienda del settore ha presentato prodotti alimentari contenenti una quota di farine ottenute dai grilli. Una quota certo, ma comunque presente in una fonte alimentare proveniente da un mondo che non ha mai suscitato una grande simpatia organolettica.
L’estetica, dei nostri piccoli commensali, non aiuta certo e sarà forse per un disgusto rimasto nella nostra memoria di abitanti di questo mondo che abbiamo abbandonato queste fonti alimentari in favore di altre di diversa consistenza.
L’approvvigionamento delle fonti alimentari e l’aumento della popolazione mondiale sono esattamente i motivi che sostengono un interesse per gli insetti quale fonte alimentare. Sicuramente a buon mercato o almeno convenienti in termini di costi per unità di peso, un chilo di cavallette costa molto meno di un chilo di carne di manzo, ma non sono tuttavia privi di controindicazioni, una su tutte quella di tipo sanitario.
Gli insetti come noto si cibano e si posano ovunque rifiuti compresi. Le produzioni controllate garantirebbero l’origine dei mangimi utilizzati, e le aziende che oggi hanno il loro mercato nella produzione di bachi da seta o di esche per la pesca potrebbero in futuro fornire la materia prima per la produzione ad esempio di farine. Le farine, ad esempio, ricche della componente proteica, sembrano superare lo scoglio estetico e potrebbero trovare una loro collocazione nella produzione di paste e biscotti o prodotti da forno in generale, il settore quello dei prodotti secchi tra i più promettenti.
Esistono ancora degli scogli di tipo legislativo per garantire la salubrità di questi prodotti per il consumo umano e non ci resta che aspettare il tempo necessario a regolamentare un settore che suscita comunque una certa curiosità.
Si vedrà, se è una moda o una tendenza che ogni tanto affiora nelle cronache mondane, oppure una reale soluzione alle tante problematiche del vivere umano.
Si potrebbe dire che nell’attesa ci dobbiamo accontentare della tradizione alimentare mediterranea e rinunciare alle gioie di un bel piatto di cavallette e cibarci dei tradizionali gamberetti.
Noi preferiamo comunque un altro detto popolare: “chi lascia la strada vecchia per quella nuova sempre male si ritrova”.




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