Alimentazione complementare
Alimentazione complementare
Alimentazione complementare: quando, cosa, come?
di GIULIA CINELLI
Per alimentazione complementare, più comunemente conosciuta come “svezzamento” o “divezzamento”, si intende il momento in cui si inizia ad introdurre nell’alimentazione del lattante alimenti differenti dal latte materno o dalla formula. Le Nuove Linee Guida per una Sana Alimentazione, pubblicate lo scorso dicembre 2019 dal CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione), hanno dedicato un’intera sezione proprio all’alimentazione complementare (https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/dettaglio-news/-/asset_publisher/jVGiA47VZNMv/content/dossier-scientifico-linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018).
Quando?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi di vita del lattante. Gli ultimi postition paper di ESPGHAN e EFSA concordano sull’introduzione di alimenti complementari tra la 17esima (inizio 5° mese) e la 26esima (inizio 7° mese) settimana di età, laddove non sia possibile attendere il compimento del 6° mese. Il latte materno e le formule sono, infatti, sufficienti a coprire i fabbisogni della maggior parte dei lattanti per i primi sei mesi. Da questo momento in poi è necessario introdurre nuovi alimenti, e ciò è possibile grazie allo sviluppo nel bambino di capacità neuromotorie (viene perso il riflesso di estrusione della lingua, stare seduto), al suo interesse verso il cibo, e alla maturazione del suo sistema gastroenterico, pronto a ricevere alimenti diversi dal latte. Dunque, il sesto mese compiuto viene indicato come momento ideale per l’introduzione di alimenti complementari.
Cosa?
In generale non esiste l’alimento perfetto per iniziare l’alimentazione complementare, né tantomeno una tabella da seguire. ESPGHAN e EFSA indicano la possibilità di introdurre qualsiasi tipo di alimento, con l’unica eccezione del miele per il rischio di botulismo nel lattante e del latte vaccino, entrambi raccomandati solo dopo il compimento del 1° anno di età.
I genitori possono proporre alimenti e preparazioni sane, che rispecchino la tradizione e le abitudini della famiglia, preferendo sempre cibi freschi e di stagione. Anche gli alimenti a rischio allergico possono essere introdotti fin da subito: sì a glutine, pesce, uova, frutta secca ecc. Recenti studi hanno, infatti, visto che l’introduzione precoce (sempre dopo il compimento del 6° mese) di tali alimenti potrebbe ridurre il rischio di sviluppare allergia. Per quanto riguarda le bevande è consigliato l’utilizzo di acqua, evitando succhi di frutta o bevande zuccherate, e preferendo, se necessari, spremute ed estratti di frutta fresca. è importante ricordare che l’allattamento va proseguito durante l’alimentazione complementare.
Come?
La modalità con cui i nuovi i genitori si approcciano all’alimentazione complementare può essere differente. Il metodo tradizionale prevede la preparazione di pappe a base di brodo vegetale a cui si aggiungono, creme di cereali come fonte di carboidrati, una fonte proteica vegetale o animale e verdure, generalmente omogeneizzate. In alternativa negli ultimi anni si parla di alimentazione complementare a richiesta, meglio conosciuta come “autosvezzamento” o baby-led weaning, in cui il bambino mangia da solo, senza essere imboccato con il cucchiaino da un adulto (mother-led). In questo caso non viene preparata una pappa appositamente per il bambino, bensì il momento del pasto e gli alimenti vengono condivisi da tutta la famiglia. Il bambino afferra gli alimenti, ci gioca, li impara a conoscere e li assaggia. Si può iniziare proponendo verdure cotte, morbide e facili da afferrare e man mano che il bambino prende dimestichezza si potrà variare la tipologia di alimenti proposti. In questo caso è il bambino che guida e si autoregola scegliendo la quantità. Ovviamente la famiglia è responsabile della qualità degli alimenti proposti.
Ogni bambino è differente e non si possono dare regole rigide su tempi e modalità in cui iniziare l’alimentazione complementare. Si raccomanda però di evitare l’introduzione precoce di alimenti differenti dal latte materno o dai suoi sostituti (prima del 4° mese), di provare ad aspettare il compimento del 6° mese, di proseguire l’allattamento e di promuovere abitudini alimentari sane ed equilibrate in famiglia che possano essere tramandate al bambino. Per maggior informazioni: www.mammainforma.it.
Bibliografia:
World Health Organization. (2003). Global strategy for infant and young child feeding. World Health Organization.
https://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/Complementary_Feeding_PLS_IT_PDF.pdf
Fewtrell M, Bronsky J, Campoy C, et al. Complementary feeding: A Position Paper by the European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition (ESPGHAN) Committee on Nutrition. JPGN 2017;64:119-132
https://www.acp.it/wp-content/uploads/Doc_Alimentazione_complementare_ACP_rev_7dic.pdf




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