Le bollicine italiane conquistano il mondo

Le bollicine italiane conquistano il mondo

La conferma arriva da Vinitaly 2018 e il Prosecco traina l’export degli spumanti tricolori

di SILVIA BASSI

 

Buone notizie arrivano dalla recente manifestazione Vinitaly 2018, https://www.vinitaly.com/, svoltasi a Verona dal 15 al 18 aprile,dove si evince che a trainare l’export mondiale tricolore del vino sono le bollicine, in particolar modo il Prosecco, cresciuto del 117,15% nell’ultimo quinquennio. I mercati esteri più interessati ai prodotti italiani sono in primo luogo gli Usa e il Regno Unito dove, pur importando prodotti eccellenti come lo Champagne, il Prosecco è diventato un brand irrinunciabile sia per la qualità sia per il prezzo.

Non solo Prosecco e bollicine, è tutto il comparto dei vini bianchi italiani a convincere sempre di più i consumatori internazionali. Infatti, secondo quanto riporta una ricerca di Nomisma “Wine Monitor”, l’Italia è leader mondiale dell’export di vini bianchi, superando sia i francesi e gli spagnoli che gli emergenti australiani.

Uno scenario di tutto rispetto che ha prevalso sui vini di produttori delle nuove realtà mondiali dell’enologia, come Australia, Nuova Zelanda, Cile e Sudafrica, le quali, fino a qualche tempo fa, dominavano il mercato dei bianchi. Il capovolgimento della situazione è stato reso possibile grazie al comparto enologico di casa nostra che si distingue per la grande varietà di vitigni che competono con i tradizionali Chardonnay e Sauvignon, uguali in tutto il mondo. Varietà e unicità sono diventate carte vincenti del Made in Italy unitamente al connubio con l’alta ristorazione e la biodiversità del territorio.

Il Rinascimento del vino italiano nel mondo che cresce anche nei mercati emergenti, come quello cinese, sta proprio nella varietà delle proposte, unitamente alla qualità e a costi contenuti. Nel 2017 negli Stati Uniti l’Italia ha esportato vini per 1.644 milioni di euro pari a 3,3 milioni di ettolitri, mentre i francesi si sono fermati a quota 1,6 milioni di ettolitri e gli australiani a 1,9 milioni di ettolitri. Il trend del primato è confermato anche nei primi mesi del 2018, soprattutto grazie al Prosecco.

Tradizione e innovazione sono, dunque, carte vincenti che consentono di diversificare i prodotti in base ai consumatori che si vogliono raggiungere, come, ad esempio, il mercato dei giovani. Secondo la società di ricerche di mercato e studi Nomisma, i giovani o i cosiddetti Millenials (popolazione di età compresa tra 18 e i 35 anni) sono la generazione su cui puntare per assicurare un futuro a questo comparto chiave per l’economia italiana.

Da notare che i Millenials consumano sempre più vino fuori casa,con prevalenza dei bianchi e delle bollicine in versione dry, dal perlage fine e dal profumo fragrante e floreale. Il criterio che guida i giovani nella scelta enologica è innanzitutto la tipologia e, in secondo luogo, il territorio di origine e sono più attenti a caratteristiche di vini che richiamano la “naturalità” seguita da quelli biologici. Comunque sia la scelta, dal Vinitaly 2018 arriva la certezza che i vini di casa nostra sono in prima fila per rispondere a ogni nuova esigenza di vita sociale e familiare.

TAG: Vinitaly – Bollicine – Nomisma – Millenials – Prosecco

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