COME TUTELARSI SE SCOMPARE LA DATA DI SCADENZA DELL’OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

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Anche in Italia la nuova legge UE 2015/2016 in materia di etichettatura.

 di LAURA DI RENZO, 10 Ottobre 2016

A breve anche in Italia la legge europea 2015/2016 sull’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva, che toglie l’obbligo di indicare la data di scadenza prevista per 18 mesi. Ma sarà obbligatorio dichiarare la data di produzione, se l’olio è al 100% italiano e prodotto in una sola annata.
La vera difesa delle nostre produzioni di qualità e la tutela della salute dei consumatori viene tuttavia dalla possibilità di utilizzare l’health claim “protezione di lipidi ematici dallo stress ossidativo” (Regolamento CE 1924 e 1925/2006) per tutti quegli oli che contengono un quantitativo elevato di polifenoli, tra cui in particolare l’idrossitirosolo, il tirosolo e i lori derivati.
Dopo l’approvazione in via definitiva della legge europea 2015/2016 che apporta modifiche in tema di etichettatura dell’olio extra vergine di oliva, dobbiamo chiederci da produttori come possiamo difendere le nostra produzioni di qualità, da consumatori come possiamo scegliere il migliore olio EVO da mettere sulle nostre tavole, da scienziati, medici e nutrizionisti come suggerire quello nutraceutico, con le sue caratteristiche salutari.
In armonizzazione alle regole in materia di leggibilità, previste dal
regolamento (UE) n. 1169/2011, non sarà più possibile utilizzare alcun carattere o segno che evidenzi l’origine comunitaria o extracomunitaria dell’olio EVO.
All’articolo 1 troviamo:
“L’indicazione dell’origine delle miscele di oli di oliva originari di più di uno Stato membro dell’Unione europea o di un Paese terzo, conforme all’articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) di esecuzione n. 29/2012 della Commissione, del 13 gennaio 2012, deve essere stampata, ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo, in un punto evidente in modo da essere visibile, chiaramente leggibile e indelebile. Essa non deve essere in nessun modo nascosta, oscurata, limitata o separata da altre indicazioni scritte o grafiche o da altri elementi suscettibili di interferire”.
Cambia anche il termine minimo di conservazione dell’olio (TMC)
Sparisce l’obbligo di indicare in etichetta la data d’imbottigliamento, con la scadenza entro i 18 mesi, mentre potremmo trovare diciture tipo “da consumare preferibilmente entro il ..”, oppure “da consumarsi preferibilmente entro fine…”.
Questi cambiamenti hanno suscitato non solo polemiche, ma anche preoccupazioni per la qualità del nostro olio EVO Made in Italy, data la possibilità di trovare sul mercato oli EVO di diverse campagne olearie, che hanno subito processi di degradazione dei componenti minori e di ossidazione della matrice grassa.
Tuttavia secondo la nuova legge sarà obbligatorio dichiarare la data di produzione, se l’olio è al 100%
La composizione dell’olio EVO
L’olio extravergine di oliva ha una densità di 916 gr/litro ed è costituito quasi per il 70-75% da acido oleico, 15-20% da acido linoleico di-insaturo e dal 2% di frazione non lipidica costituita da molte sostanze, che rappresentano le componenti minori in termini quantitativi, quali gli alcali, gli steroli, i composti minori polari (CMP), i tocoferoli, gli idrocarburi, i polifenoli e altre sostanze quali le vitamine e i pigmenti.I principali composti fenolici presenti nell’oliva sono l’oleuropeina e il ligstroside, questi sono due glucosidi i cui agliconi sono esteri, rispettivamente, dell’acido elenolico con il 2- (3,4-diidrossifenil) etanolo (idrossitirosolo) e con il 2-(4-idrossifenil) etanolo (tirosolo). Si ritrovano anche oleocantale, squalene, vanillina, acido cinnamico e derivati fenolici degli acidi benzoico, fenilacetico, cinnamico e fenilpropionico, il 2-(3,4- diidrossifenil)etil acetato (idrossitirosolo acetato) e due lignani: pinoresinolo e 1- acetossipinoresinolo. Per quanto riguarda i flavonoidi luteolina e apigenina sono i componenti principali.

 

Come Tutelarsi se Scompare la Data di Scadenza dell’Olio Extra Vergine di Oliva

Il concetto di qualità
In passato la qualità di un olio era determinata principalmente dal sapore e dal grado di acidità, oggi invece il concetto rispecchia una serie di caratteristiche del prodotto, su cui il consumatore esprime dei giudizi positivi oppure negativi. Tuttavia, poiché le caratteristiche di un prodotto mirano a soddisfare le attese del consumatore, è ovvio che la qualità varia a seconda delle esigenze del consumatore stesso.
Nell’olio di oliva la qualità viene espressa da una serie di caratteristiche tra cui le più importanti possono essere riassunte nel modo seguente: proprietà organolettiche (tipo di sapore, presenza eventuali difetti); caratteristiche nutrizionali (grado di ossidazione, acidità, ecc..); caratteristiche commerciali (durata di conservazione o shelf life, tipo e aspetto estetico della confezione, fiducia nel marchio commerciale, ecc..); caratteristiche legate alla sicurezza alimentare (concentrazione dei residui di fitofarmaci, presenza di microrganismi indesiderati); proprietà salutistiche (nutraceutiche).
Per la difesa dell’olio EVO Made in Italy, tutti, dai produttori alle Istituzioni, pensano a tutelare le caratteristiche organolettiche che rendono l’olio un alimento unico, con gusti e aromi ampiamente diversificati e caratteristici della zona di coltivazione dell’olivo.
Tuttavia, l’unica vera difesa sta nell’individuare oli EVO, che per la loro ricchezza in componenti minori, quali i polifenoli tra cui l’idrossitirosolo, il tirosolo e i lori derivati, e nel valorizzarli per il loro effetto positivo sulla salute del consumatore.
È proprio il valore nutrizionale e salutare quello che andrebbe maggiormente difeso. Diversi studi epidemiologici, suggeriscono che l’olio EVO contribuisce significativamente alla riduzione dell’incidenza di patologie degenerative.
L’olio di oliva ha effetti cardioprotettivi, riduce i marker di stress ossidativo e i livelli di trombossani B2, aumenta la capacità antiossidante totale del plasma e ha un’azione chemopreventiva nei processi infiammatori, aumenta la capacità antiossidante totale del plasma e ha un’azione chemopreventiva nei processi infiammatori, modulando la produzione delle citochine infiammatorie che caratterizzano il microambiente tumorale.
Per la valorizzazione della filiera oleicola diventa fondamentale l’analisi della composizione in micronutrienti antiossidanti presenti negli oli extravergini d’oliva e la dichiarazione in etichetta, secondo quanto previsto dai Regolamenti europei per l’Health claim (Reg. CE 1924 e 1925/2006).
I Regolamenti CE 1924 e 1925 del 2006 per un’etichettatura di vanto a difesa della salute dei consumatori.
Tra le sostanze che determinano la qualità nutrizionale con grande importanza biologica ritroviamo tra gli acidi grassi gli omega 9 (l’acido oleico e i derivati), gli omega 6 (l’acido linoleico e derivati), gli omega 3 (l’acido linolenico e derivati).
Evidenze convergenti indicano che l’effetto protettivo dell’olio d’oliva può essere ascritto alle proprietà antiossidanti e nutrizionali dei polifenoli, sostanze organiche di origine naturale, caratterizzate dalla presenza di due o più gruppi ossidrile legati direttamente ad un anello aromatico.
Sono proprio i polifenoli contenuti nell’olio extravergine d’oliva i principali responsabili non solo dell’aroma, ma dei numerosi effetti salutari di questo alimento, prodotto tipico della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento.I polifenoli possiedono caratteristiche peculiari che li rendono importanti per la nostra salute. Di seguito sono riassunte le attività biologiche riconosciute:

potere antiossidante
potenziano l’azione dell’ ?-tocoferolo e del ?-carotene;
riducono i livelli di colesterolo plasmatico;
inibiscono gli enzimi ciclossigenasi e lipossigenasi;
inibiscono l’aggregazione piastrinica;
inibiscono la perossidazione delle LDL;
potenziano le difese immunitarie;
svolgono attività antitumorale, antiallergica e antinfiammatoria.

La legislazione dell’EU (EU 432/2012) ha accettato come health claim “protezione di lipidi ematici dallo stress ossidativo” (Regolamento CE 1924 e 1925/2006) correlati con specifici composti fenolici dell’olio di oliva, quali idrossitirosolo, il tirosolo e i lori derivati.
L’EFSA ha approvato un health claim con il quale si riconoscono specifici effetti salutistici dell’olio d’oliva riferiti a composti fenolici e polifenolici quali tirosolo, idrossitirosolo e oleuropeina: “i polifenoli dell’olio d’oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo; questa indicazione può essere impiegata solo per l’olio d’oliva che contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio complesso oleuropeina e tirosolo) per 20 g di olio d’oliva“ (dose giornaliera raccomandata).
Tutte le produzioni che soddisfano tali parametri potranno usufruire dell’etichettatura nutrizionale con indicazioni per la salute (Health Claim), previa autorizzazione el Ministero della Salute, quale certificazione di vanto. Allora, se sparisce la data di scadenza a noi rimane il sapore dell’olio, quello intenso, piccante come lo ritroviamo nei nostri oli prodotti in Italia da olive italiane, quali il 100% monucultivar Itrana (tipico della Regione Lazio, Itri, Latina), 100% gentile di Chieti (tipico della Regione Abruzzo), 100% monucultivar carolea (tipico delle Regione Calabria e Basilicata), 100% nocellara del Belice (Regione Sicilia) e tanti altri ricchi di polifenoli, che oggi sappiamo avere il duplice ruolo di marker di qualità di un olio EVO tipico del territorio e di garanzia per la tutela della salute del consumatore.

 

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