Peperoncino che passione!
“L’alimentazione verde” riduce patologie e mortalità
E’ il risultato di una ricerca inglese effettuata su 450 mila persone di 10 Paesi che hanno partecipato a un questionario su cibo e stile di vita
di SILVIA BASSI
Si fa strada la “terza via” dell’alimentazione, che non è né completamente vegetariana o vegana, né carnivora, ma un mix con prevalenza di prodotti di origine vegetale. E’ questa la nuova “terza via”, così battezzata dall’epidemiologa Camille Lassale dell’Imperial College di Londra, una dieta per lo più verde e, di tanto in tanto, bistecche di carne e grigliate di pesce: il mix ridurrebbe del 20 per cento la mortalità per malattie cardiovascolari rispetto a chi invece non predilige molta frutta, verdure e legumi.
La ricerca della Lassale si basa sulla forza dei numeri, cioè su 450 mila persone di 10 Paesi che hanno partecipato a un questionario per uno studio dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Tutti i 450 mila partecipanti all’inizio dello studio, partito nel 1992, con un’età tra i 35 e i 75 anni e senza patologie di malattie croniche, sono stati seguiti per una media di 12 anni, registrando eventuali malattie, decessi, stile di vita e attività fisica.
Gli epidemiologi hanno assegnato un punto a ogni alimento di tipo vegetale consumato abitualmente e togliendo un punto per i prodotti di origine animale (carne, pesce, uova, latticini). Sulla base del punteggio ottenuto ognuno dei 450 mila partecipanti è stato definito pro-vegetariano o ipo-vegetariano e quindi, considerando anche età, sesso, sedentarietà, fumatori e sport praticato, gli studiosi hanno calcolato il rischio di morte per cause cardiovascolari, come ictus e infarto, correlandolo al genere di dieta (stile di vita).
I risultati di questa ricerca sono stati presentati all’American Heart Association e dimostrano che i pro-vegetariani registrano una mortalità inferiore rispetto a chi è ipo-vegetariano, in quanto i primi assumono il 70% delle calorie da fonti vegetali, gli altri solo il 45% delle calorie quotidiane mangiate di cui il 65% provenienti da prodotti animali. Malattie, patologie cardiovascolari e mortalità si riducono del 20% con l’alimentazione verde. A questo proposito Camille Lassale afferma che “un’alimentazione pro-vegetariana non impone divieti assoluti su particolari cibi, ma si focalizza solo sull’incremento della proporzione dei prodotti vegetali rispetto a quelli animali: non si tratta di mettere al bando carne, pesce e latticini, ma soltanto di sostituirli più spesso con alimenti verdi”.
Sostanzialmente la dieta della Lassale è molto simile alla dieta mediterranea che, come tutti sanno, si basa soprattutto su legumi, cereali integrali, verdura, frutta e su pochissima carne rossa, una buona dose di pesce azzurro e uova. I vantaggi della “terza via” dell’alimentazione sono, dunque, gli stessi già definiti e descritti da molti anni nella dieta mediterranea, la regina del vivere bene.




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