Dormire per dimagrire

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Dormire per dimagrire

Le giuste ore di sonno possono essere un valido alleato alla restrizione calorica

di GIULIA BIGIONI

 

Non vuole certo essere un invito alla pigrizia e sicuramente ne sarebbe contento Oblomov, noto personaggio del romanzo di Goncarov, ma sembrerebbe che la giusta dose di sonno possa contribuire in misura significativa al controllo del peso in persone obese e in sovrappeso. https://academic.oup.com/sleep/advance-article/doi/10.1093/sleep/zsy076/4985505

Questa interessante indicazione ci viene suggerita da uno studio d’oltreoceano e per la precisione dall’Università della Carolina del Sud, negli Stati Uniti, dove un gruppo di ricercatori ha voluto verificare quanto la riduzione del periodo di sonno associata alla restrizione calorica possa essere in grado di influenzare il controllo del peso. https://academic.oup.com/sleep/article/41/5/zsy027/4846324

Gli scienziati americani hanno preso in esame 36 individui adulti con una età compresa tra i 35 e i 55 anni ai quali è stato chiesto di adottare, per un periodo di 8 settimane, un regime dietetico che prevedeva una restrizione delle calorie giornaliere insieme ad una riduzione del periodo dedicato al sonno. Nel primo gruppo, che ha dormito senza restrizioni, mediamente le ore di sonno erano comprese tra le 7-7,5 ore a notte mentre al secondo è stato chiesto di ridurre tale periodo di circa un’ora a notte passando quindi a 6-6,5 ore a notte. Il sonno “perso” durante la settimana poteva poi essere recuperato nel fine settimana ad libitum, con questo regime tuttavia è stata stimata una perdita di sonno complessiva di circa due/tre ore a settimana nonostante la possibilità di recupero.

Come atteso i soggetti di entrambi i gruppi sottoposti a restrizione dietetica hanno perso peso, mediamente nell’ordine di circa 3 chilogrammi, tuttavia gli effetti non si sono limitati al calo del peso corporeo ma nel gruppo che ha associato alla restrizione calorica anche quella del sonno è stata osservata una curiosa modulazione della composizione corporea. Utilizzando la DXA, una sofisticata metodologia di scansione di tutto il coporo, è stato possibile misurare il rapporto in composizione corporea tra massa grassa e massa magra all’inizio e alla fine dello studio.

Associato alla dieta il sonno in qualche modo favorisce la perdita di massa grassa e conserva il magro, circa un’ora di riduzione del sonno per 5 notti a settimana ha portato in proporzione ad una minore perdita di massa grassa a fronte della stessa perdita di peso. Il calo ponderale osservato solo con la restrizione calorica è stato attribuito per circa 80% alla diminuzione della massa grassa e per il restante al magro, al contrario i soggetti che hanno dormito meno hanno perso in proporzione quasi il 40% di magro e circa il 60% di massa grassa.

La limitazione del sonno può quindi influire negativamente sull’esito dei nostri sforzi alimentari e da quanto osservato in questo studio sembrerebbe anche che il recupero del fine settimana sia poco efficace nell’invertire questo fenomeno. 

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