La Dieta Mediterranea durante la gravidanza.
La Dieta Mediterranea durante la gravidanza.
Il ruolo dei nutrienti sull’epigenomica e sullo sviluppo di patologie croniche in età adulta.
Dott.ssa Francesca Dominici e Dott. Diego Monsignore
È noto da letteratura scientifica la forte interazione tra alimentazione, stile di vita pre-gravidico e durante la gravidanza con gli effetti a breve e lungo termine sulla salute del bambino, compreso il rischio di malattie comuni non trasmissibili come obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
Negli anni ’80 il primo a studiare il legame tra l’ambiente intrauterino e il rischio di malattia in età adulta fu Barker [1]. Secondo il suo modello predittivo-adattativo, il feto programma la struttura, il funzionamento dei suoi organi e il suo metabolismo in relazione alle informazioni ambientali che riceve, compreso lo stato nutrizionale materno. La sua ipotesi affermava che la carenza nutrizionale materna nel corso della gestazione, associata ad un rallentamento della crescita del feto, programma l’insorgenza in età adulta di cardiopatia coronarica e dei disturbi ad essa associati, quali infarto, ipertensione e diabete di tipo 2.
L’ipotesi più accreditata è che lo sviluppo di tali malattie in età adulta possa essere legato al tipo di alimentazione nelle prime epoche di vita, a partire dalla vita intrauterina, durante le fasi dell’organogenesi.
È stata dimostrata, inoltre, la correlazione tra alterazioni dello stato nutrizionale materno e rischio di partorire figli piccoli per età gestazionale o, al contrario, macrosomici, con aumentato rischio di parto pretermine e maggiore mortalità perinatale del neonato.
In questo contesto la dieta mediterranea impone il suo ruolo chiave nella positiva correlazione con gli outcomes neonatali e nella possibile prevenzione delle patologie croniche dell’età adulta.
L’alimentazione materna durante la gravidanza, infatti, è un fattore ambientale che condiziona lo sviluppo della plasticità fetale e determina il rischio di malattia in età adulta. Il meccanismo associato al tipo di alimentazione coinvolge modificazioni epigenetiche in diversi tessuti alterando l’espressione genetica e determinando la comparsa di patologie croniche [2]. Infatti, sono note diverse modificazioni sul DNA dipendenti da fattori esterni, quali appunto la quantità e soprattutto qualità dell’alimentazione materna, che possono avere come risultante un malfunzionamento dell’espressione di geni a livello endocrino e metabolico, come concausa per il successivo sviluppo di dislipidemie, patologie cardiovascolari, ridotta tolleranza glucidica e diabete mellito.
Sappiamo che le donne durante il periodo gravidico sviluppino una maggiore aderenza ad una dieta definita “sana” e sono aperte ai cambiamenti dello stile di vita man mano che acquisiscono consapevolezza dell’impatto sulla salute fetale. È auspicabile che in futuro il percorso nutrizionale in fase pre-gravidica e durante la gravidanza sia più fruibile nei servizi ospedalieri e gestito da un’equipe multidisciplinare che comprenda anche la figura nel nutrizionista.
TAGs: gravidanza; epigenomica; dieta mediterranea; diabete di tipo 2; obesità
- Barker, D.J.; Gluckman, P.D.; Godfrey, K.M.; Harding, J.E.; Owens, J.A.; Robinson, J.S. Fetal nutrition and cardiovascular disease in adult life. Lancet 1993, 341, pp. 938–941.
- David Lorite Mingot et al., Epigenetic effects of the pregnancy Mediterranean diet adherence on the offspring metabolic syndrome markers. J Physiol Biochem (2017) 73:495–510.




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