Nel 2017 buttati, in Italia, 145 kg di cibo a testa
Nel 2017 buttati, in Italia, 145 kg di cibo a testa
Oggi 5 febbraio si svolge la giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Le categorie che più di altre finiscono nella spazzatura sono le ortofrutticole
di SILVIA BASSI
Lo spreco alimentare in Italia vale quasi 16 miliardi annui. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Waste Watcher, quattro italiani su cinque danno la colpa alla grande distribuzione, ma è invece lo spreco domestico a fare la parte del leone: incide, in termine di valore economico, tra il 60 e il 70% dello sperpero annuo di cibo. Nella lotta allo spreco alimentare l’Italia si posiziona al quarto posto e, nonostante un sensibile miglioramento rispetto agli anni precedenti, nel 2017 sono finiti nella spazzatura ben 145 kg di cibo a testa, per un valore complessivo pari a circa 8 miliardi di euro.
I dati sono forniti dal Food Sustainability Index, indice creato da Fondazione Barilla e The Economist Intelligence Unit, che analizza 34 Paesi in base alla sostenibilità del loro sistema alimentare. I passi avanti compiuti dall’Italia si devono alle politiche messe in campo per ridurre gli sprechi a livello industriale, come avvenuto nel 2016con la “Legge Gadda” www.minambiente.it che ha semplificato le procedure per le donazioni degli alimenti invenduti.
Secondo i dati dell’Index, in Italia è stata la filiera alimentare a compiere i maggiori passi in avanti in questa battaglia: confrontando l’indice del 2016 con quello del 2017, si è passati dal 3,58% del cibo gettato rispetto a quello prodotto, al 2,3% del 2017.
Banane, mele, pomodori, ma anche insalata, peperoni, pere e uva: sono queste le categorie ortofrutticole che più contribuiscono agli sprechi alimentari dei supermercati. Lo afferma uno studio svedese della Karlstad University, pubblicato sulla rivista Resources, Conservation and Recycling. Secondo i ricercatori questi 7 prodotti contribuiscono a quasi la metà degli scarti di frutta e verdura fresche nei negozi.
Ecco quindi che per ridurre gli sprechi domestici sono utili una serie di suggerimenti, a cominciare dal fare una spesa ragionata con una lista ben precisa,cucinare solo ciò che puoi consumare, fare attenzione alla scadenza dei prodotti, non buttare via avanzi e scarti alimentari, ricordando che sprecare cibo vuol dire buttare via denaro.
Da parte sua l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati afferma che la lotta agli sprechi alimentari può iniziare dal freezer: il consumo di prodotti surgelati può contribuire a ridurre del 47% gli sprechi che, secondo recenti studi inglesi della Sheffield Hallam University , si verifica soprattutto a livello domestico laddove contenere gli sprechi di cibo porta a un marcato risparmio familiare. Il consumo domestico di prodotti surgelati, rispetto agli analoghi a temperatura sopra lo zero, può costituire realmente un valido antidoto contro gli sprechi in cucina, contribuendo ad abbatterli di ben il 47%. Infatti, hanno una lunga durata di conservazione e permettono un maggior controllo nelle porzioni e nelle quantità da consumare. Diventa più facile anche fare la raccolta differenziata e si riduce il consumo di acqua, perché gli ortaggi sono già lavati e puliti e, infine, c’è un minore spreco di risorse energetiche per la cottura dei cibi.
TAG – Spreco alimentare – Surgelati – Fondazione Barilla – Legge Gadda




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