Giornata Mondiale dell’obesità

Giornata Mondiale dell’obesità.

L’obesità deve essere considerata una vera patologia.

di GIULIA BIGIONI


L’obesità è una vera epidemia e un problema di salute pubblica, definita dalla Società dell’Obesità (The Obesity Society – TOS) come una malattia, non solo un fattore determinante delle principali malattie croniche, ma una grave condizione debilitante di per sé.

A livello mondiale, l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica associati a un aumento della morbilità e mortalità.

Il sovrappeso o l’obesità, infatti, aumentano significativamente il rischio di contrarre malattie come l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia, il diabete mellito di tipo 2, le malattie coronariche, la vasculopatia cerebrale, la litiasi della cistifellea, l’artropatia, la policistosi ovarica, la sindrome delle apnee notturne e alcune neoplasie. Nonostante numerose campagne informative, purtroppo la lotta contro l’obesità non sembra funzionare: negli ultimi anni la prevalenza è continuata a crescere. L’incremento progressivo e rapido dell’incidenza dell’obesità, che ha caratterizzato la maggior parte dei paesi economicamente avanzati nell’ultimo decennio, è stato il principale stimolo per la ricerca dei meccanismi sottostanti questa patologia e le relative disfunzioni.

“L’obesità può essere definita come una vera malattia!” – afferma la Prof.ssa Laura Di Renzo, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, all’Università degli studi di Roma Tor Vergata- “evidenziare i limiti e l’inesattezza degli strumenti comuni utilizzati per la diagnosi dell’obesità e rafforzare il concetto della complessità dell’obesità come malattia, è fondamentale per una corretta politica sanitaria. L’obesità può essere vista come una patologia multifattoriale e una malattia infiammatoria cronica a basso grado. Infatti, le persone affette da obesità hanno un rischio maggiore di sviluppare comorbilità e morbilità rispetto a individui sani”. “Alla base dell’obesità si trova l’adiposopatia (o “grasso malato”), definita come “disturbi anatomici/funzionali patologici del tessuto adiposo” presegue la Di Renzo “promossi da un bilancio calorico positivo in individui geneticamente e ambientalmente suscettibili che portano a risposte endocrine ed immunitarie avverse che possono causare o aggravare le malattie metaboliche. L’adiposopatia è sostenuta dall’ipertrofia degli adipociti, dall’adiposità viscerale e/o dal deposito di grasso ectopico e dalla secrezione di ormoni, come la leptina, e proteine proinfiammatorie, come una serie di citochine, che a loro volta possono portare a malattie metaboliche”.

Pertanto, il beneficio terapeutico assoluto è direttamente proporzionale al rischio di base. Di conseguenza, l’interesse a livello internazionale per la diagnosi precoce dell’obesità sta crescendo per evitare le conseguenze della sotto-diagnosi e sovra-diagnosi.

Le conseguenze sono un aggravamento della malattia e un aumento delle patologie correlate all’obesità come il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro.

 

“Il parametro più ampiamente utilizzato per la diagnosi, l’indice di massa corporea (BMI), non è adatto per valutare la massa grassa corporea”- sostiene la Prof.ssa Paola Gualtieri, della Sezione di Nutrizione clinica e Nutrigenomica, all’Università degli studi di Roma Tor Vergata-  “Infatti, diversi studi dimostrano che il BMI da solo non può definire l’obesità, che consiste non tanto nell’aumento di peso quanto nell’eccesso di massa grassa”.

 

L’uso di strumenti adeguati per la valutazione della percentuale di massa grassa combinato con l’analisi clinica e genetica ha permesso di identificare diversi fenotipi dell’obesità, che spiegano le varie contraddizioni dell’obesità. Il Prof Antonino De Lorenzo, Direttore del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, ha identificato un nuovo fenotipo di obesità, caratteristico della “normal weight obese syndrome”, anche detta del normo peso obeso, una condizione in cui una persona ha un peso corporeo normale o anche leggermente sottopeso, ma presenta una percentuale di grasso corporeo relativamente elevata rispetto alla massa magra. Questa condizione può essere associata a rischi per la salute, quali rischio di patologie cardiovascolari, malattie infiammatorie, ansia, stress metabolico, infertilità, insulino-resistenza e diabete di tipo 2, disbiosi intestinale, tumori.

 

È essenziale adottare tutte le strategie possibili per combattere l’obesità, migliorare la condizione dei pazienti e ridurre i costi sociali e di trattamento dell’obesità.

 

 

 

 

 

 

 

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