Nuovi biomarcatori per l’obesità infantile

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Nuovi biomarcatori per l’obesità infantile

Un lungo elenco di composti volatili entra nel novero dei predittori di rischio di patologie degenerative

di GIULIA BIGIONI

 

Negli ultimi decenni l’incidenza dell’obesità infantile è aumentata a livello globale a un ritmo allarmante. Anche se in alcuni paesi occidentali si sta raggiungendo un valore stazionario, tra le problematiche di salute pubblica sussiste comunque la priorità d’interventi urgenti, dato che l’obesità durante l’infanzia è associata ad un aumentato rischio di morbilità e mortalità a causa di malattie non trasmissibili nell’età adulta, come il diabete, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori. E’ importante quindi poter effettuare una diagnosi di obesità quanto prima possibile, abbinata ad una completa valutazione del quadro metabolico. L’identificazione nelle prime fasi dell’obesità infantile di profili metabolici potenzialmente predittivi di co-morbidità legate all’obesità che potrebbero evidenziarsi più avanti nella vita dovrebbe essere considerato non solo un argomento di ricerca, ma anche una priorità clinica.

Un gruppo di ricercatori del CNR di Avellino e Vicenza in collaborazione con il Leibniz Institute for Prevention Research and Epidemiology di Brema in Germania, ha identificato, in alcuni composti volatili dei nuovi marcatori biologici.

L’interessante lavoro pubblicato su Scientific Reports, una rivista del prestigioso gruppo Nature, mettendo a confronto due popolazioni di adolescenti italiani di età media intorno ai 13 anni, una normale e l’altra classificata come sovrappeso o obesa sulla base dell’indice di massa corporea, suggerisce che la produzione fisiologica di composti volatili può essere modulata e modificata quando è presente una condizione di obesità. https://www.nature.com/articles/s41598-017-15957-7

I composti volatili si ritrovano nel sangue nella saliva nel sudore e anche nelle urine che per la sua intrinseca semplicità metodologica di raccolta è stata scelta come matrice fisiologica dello studio, e analizzata con la spettrometria di massa, una metodologia estremamente sofisticata e precisa.

La transizione nutrizionale, che è alla base dell’insorgenza di obesità, ovvero abbandonare il modello salutare della Dieta Mediterranea, per sposare un quello occidentale ad alto contenuto calorico,  con elevate quantità di grassi saturi, sale, zuccheri raffinati e riduzione del consumo di alimenti freschi, ricchi di fibre e antiossidanti, porta a una diversa distribuzione di composti volatili. Chetoni, alcoli, aldeidi, terpeni composti contenenti zolfo, in definitiva circa 14 composti chimici, possono essere considerati come la “firma” metabolica che distingue gli obesi dai ragazzi con peso nella norma. Un avviso precoce insomma che potrebbe aiutare nella prevenzione di questa importante e sempre più presente alterazione fisiologica che affligge soprattutto le società industrializzate.

Sicuramente è ancora presto per tracciare un profilo definitivo di queste alterazioni ma la relativa facilità della raccolta dei campioni e l’interesse per questa patologia potrà portare in breve tempo a ricavarne nuovi indicatori precoci di obesità.

 

TAG: OBESITA’, URINE, BIOMARCATORI

 

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