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2 Maggio, Giornata Mondiale del Tonno (World Tuna Day)

Il tonno in gravidanza si può mangiare?

Tonno in gravidanza e Dieta Mediterranea: benefici e linee guida

A cura della Dott.ssa esperta in Nutrizione Beatrice Trio

In occasione della World Tuna Day (2 maggio), giornata che ne celebra l’importanza dal punto di vista nutrizionale, economico e di sostenibilità, cresce l’attenzione verso un alimento centrale nella tradizione alimentare mediterranea.

Una delle domande più frequenti in ambito clinico è: si può mangiare tonno in gravidanza?

Il tonno rappresenta una fonte di proteine ad alto valore biologico, acidi grassi omega-3 (DHA) e micronutrienti essenziali, ma il suo consumo in gravidanza deve essere valutato con attenzione per il contenuto di mercurio e per la qualità della materia prima. In questo contesto, la nutrizione si configura come uno strumento di prevenzione, basato su evidenze scientifiche e scelte consapevoli.

Pesce in gravidanza: evidenze scientifiche e Dieta Mediterranea

Nel modello della Dieta Mediterranea, il consumo di pesce in gravidanza è fortemente raccomandato.

Secondo la V Revisione dei SINU – LARN (2024) e le indicazioni del Istituto Superiore di Sanità, il pesce apporta DHA, fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina del feto.

Linee guida:

  • pesce: 2–3 porzioni a settimana
  • preferire pesce di piccola taglia
  • limitare i grandi predatori come il tonno

 

Tonno in gravidanza: quanto mangiarne e rischio mercurio

Il tema centrale è il contenuto di mercurio nel tonno, in particolare sotto forma di metilmercurio, che:

  • si accumula nei grandi pesci predatori
  • attraversa la placenta
  • può influenzare lo sviluppo neurologico fetale

Secondo l’EFSA, la sicurezza alimentare in gravidanza si basa sulla gestione del rischio attraverso la quantità e la frequenza di consumo.

 Quanto tonno mangiare in gravidanza ?:

  • 1 porzione a settimana (100–150 g)
  • tonno in scatola: 1 porzione/settimana (~80 g)
  • alternare con pesce azzurro (sarde, alici, sgombro)

Quindi: il tonno in gravidanza si può mangiare, ma con moderazione e all’interno di una dieta varia.

 

Selenio e mercurio: equilibrio biologico

Il tonno è anche una fonte importante di selenio, micronutriente coinvolto nei sistemi antiossidanti.

Studi disponibili su PubMed evidenziano una possibile interazione tra selenio e mercurio, con riduzione della biodisponibilità del metallo.

Tuttavia: il selenio non elimina il rischio, ma contribuisce al bilancio complessivo rischio-beneficio, che resta guidato dalle raccomandazioni ufficiali.

 

Filiera, etichetta e qualità della materia prima

Quando si parla di tonno in gravidanza, la sicurezza non dipende solo dalla quantità, ma anche dalla qualità della filiera e dalla tracciabilità.

Il Regolamento UE 1169/2011 tutela il consumatore attraverso informazioni obbligatorie in etichetta.

Come leggere l’etichetta del tonno?

  • specie (es. Thunnus albacares, Katsuwonus pelamis)
  • zona FAO di pesca
  • metodo di produzione (pescato/allevato)
  • contenuto di sale e tipo di conservazione

ZONE FAO-SICUREZZA TRACCIABILIT ED ETICHETTATURA : STRUMENTI AL TUTELA DEL CONSUMATORE E DELLA CORRETTA FILIERA ALIMENTARE CAPIAMO LA LORO IMPORTANZA

Le zone FAO identificano le aree di pesca globali.
Alcune aree del Pacifico (FAO 61, 71, 81) presentano sistemi di controllo strutturati e tracciabilità elevata.

Ecosostenibilità

  • preferire prodotti certificati (es. MSC)
  • attenzione agli stock sovrasfruttati
  • privilegiare tecniche selettive come “pole & line”

La scelta del tonno diventa così atto consapevole che integra salute e ambiente.

Diabete gestazionale: alimentazione e approccio multidisciplinare

Nel contesto del diabete gestazionale, il tonno può essere inserito nell’alimentazione per:

  • assenza di carboidrati (indice glicemico nullo)
  • elevato potere saziante
  • supporto al controllo glicemico

Tuttavia, la gestione della paziente richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolge:

  • ginecologo
  • diabetologo
  • nutrizionista

Ma quale sarà quindi l’obiettivo?

  • personalizzare il piano alimentare
  • monitorare la risposta metabolica
  • garantire sicurezza materno-fetale

In questo contesto, la nutrizione clinica diventa parte integrante del percorso terapeutico.

Conclusioni

Il tonno in gravidanza rappresenta un esempio concreto di nutrizione rappresentata dalla Dieta Mediterranea Patrimonio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) moderna, in cui si esplicitano i seguenti punti:

  •  benefici nutrizionali
  •  rischio da mercurio
  •  sostenibilità ambientale
  •  gestione clinica

devono essere integrati.

  • il tonno si può mangiare in gravidanza
  • ma in quantità controllata
  • scegliendo prodotti tracciabili e di qualità
  • all’interno di una dieta mediterranea varia ed equilibrata

 

La vera prevenzione nasce dalla consapevolezza: conoscere cosa si mangia, da dove proviene e come inserirlo correttamente nel proprio piano nutrizionale.

La qualità della scelta alimentare – più che la semplice quantità – rappresenta oggi il fulcro della prevenzione nutrizionale materno-fetale.

Sitografia e Bibliografia

Fonti istituzionali: