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I tre pilastri della preabilitazione

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di Erica Pizzocaro

I protocolli di preabilitazione chirurgica consistono in differenti interventi attivi rivolti ai pazienti oncologici in attesa d’intervento chirurgico maggiore e hanno l’obiettivo di aumentare la tolleranza ai fattori stressogeni della chirurgia e dell’inattività associata.

L’approccio trimodale dei protocolli di preabilitazione comprende un intervento motorio, nutrizionale e psicologico. Il periodo preoperatorio è un momento saliente per intervenire, considerando che i pazienti affetti da tumore al pancreas spesso si trovano in una condizione fisica, psicologica e nutrizionale già debilitata, e nell’ottica di previsione di un periodo di forte stress è di fondamentale importanza valutare e sostenere il soggetto attraverso varie strategie facendolo giungere all’intervento chirurgico in una condizione il più ottimale possibile. La chirurgia, laddove possibile, rimane uno dei trattamenti di prima linea nel tumore del pancreas, sebbene molti pazienti possano incorrere in complicanze post-operatorie anche gravi. Questo, in buona parte, è dovuto anche alle condizioni debilitate dei pazienti. La preabilitazione, pertanto, ha lo scopo di ridurre le complicanze chirurgiche, ridurre il tempo di degenza post-operatoria e di riabilitazione e migliorare
l’efficacia dei trattamenti oncologici, con un conseguente miglioramento della qualità della vita. Questa pratica clinica multidisciplinare e personalizzata, volta ad attenuare lo stress chirurgico, è sostenuta dalle più recenti e innovative Linee Guida ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) che consigliano:

Nelle settimane prima dell’intervento:
– mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata
– fare almeno 30 minuti di attività fisica al giorno anche leggera
– interruzione dal fumo almeno 30 giorni prima dell’intervento
la sera prima dell’intervento:
– somministrazione di un carico glucidico sotto forma di 800 ml di bevanda costituita al 12,5% di
maldodestrine corrispondenti a 100 gr di carboidrati complessi
la mattina prima dell’intervento:
– somministrazione di un carico glucidico sotto forma di 400 ml di bevanda costituita al 12,5% di maldodestrine corrispondenti a 50 gr di carboidrati complessi. Il carico dei carboidrati determina una migliore risposta metabolica post-operatoria, una riduzione fino al 50% della resistenza all’insulina, una diminuzione del catabolismo proteico ed un miglioramento dello stato di benessere del paziente.
dopo l’intervento:
– provare ad alzarsi dal letto e iniziare a camminare quanto prima
– riprendere gradualmente il prima possibile una regolare alimentazione a partire dai primi giorni
– fondamentale il controllo del dolore e la prevenzione di nausea e vomito
– fondamentale un controllo ottimale di infusioni di fluidi ed elettroliti
Ecco come la preabilitazione, oltre alle linee guida ERAS sopra citate, possono essere applicate specificamente al tumore al pancreas:
• Valutazione multidisciplinare: il processo di preabilitazione inizia con una valutazione multidisciplinare del paziente da parte di un team di professionisti sanitari, che potrebbe includere chirurghi, oncologi, nutrizionisti, fisioterapisti e consulenti psicologici. Questa valutazione identifica le specifiche esigenze e sfide del paziente legate alla sua condizione e al trattamento imminente.
• Miglioramento dello stato fisico: la preabilitazione può includere un programma di esercizi fisici mirati per migliorare la forza muscolare, l’endurance e la capacità cardiorespiratoria del paziente.
Questo può aiutare a ridurre il rischio di complicanze postoperatorie e favorire una pronta ripresa dopo l’intervento chirurgico.
• Ottimizzazione nutrizionale: i pazienti con tumore al pancreas possono essere soggetti a perdita di peso e malnutrizione a causa della malattia stessa e degli effetti collaterali del trattamento. La preabilitazione nutrizionale mira a ottimizzare lo stato nutrizionale del paziente attraverso consulenza dietetica, integrazione nutrizionale e, se necessario, alimentazione enterale o parenterale.
• Gestione dello stress e supporto psicologico: affrontare una diagnosi di tumore al pancreas e prepararsi per un intervento chirurgico può essere emotivamente stressante per il paziente. La preabilitazione include supporto psicologico e consulenza per aiutare il paziente a gestire lo stress, l’ansia e le preoccupazioni legate alla malattia e al trattamento.
• Educazione e preparazione: durante la preabilitazione, il paziente riceve informazioni dettagliate sull’intervento chirurgico imminente, sulle procedure postoperatorie, sulle possibili complicanze e sulle strategie di gestione del dolore. Questo aiuta il paziente a sentirsi più preparato e a partecipare attivamente al proprio processo di cura.
• Monitoraggio continuo: la preabilitazione non si conclude con l’intervento chirurgico, ma continua nel periodo postoperatorio con il monitoraggio continuo del paziente e l’adattamento del piano di cura in base alla sua risposta e ai suoi bisogni in evoluzione.
In conclusione, la preabilitazione nel contesto del tumore al pancreas è un approccio multidisciplinare mirato a ottimizzare la salute e la preparazione del paziente prima dell’intervento chirurgico. Questo approccio integrato può migliorare i risultati chirurgici, ridurre le complicanze postoperatorie e migliorare la qualità della vita complessiva del paziente durante il percorso di trattamento.

In conclusione, la preabilitazione nel contesto del tumore al pancreas rappresenta un approccio innovativo e multidisciplinare che mira a ottimizzare la salute e la preparazione del paziente prima dell’intervento  chirurgico. Attraverso interventi mirati che coinvolgono il miglioramento dello stato fisico, l’ottimizzazione nutrizionale, il supporto psicologico e l’educazione del paziente, la preabilitazione mira a migliorare i risultati chirurgici, ridurre le complicanze postoperatorie e migliorare la qualità della vita complessiva del paziente
durante il percorso di trattamento. La preabilitazione non solo prepara il paziente fisicamente e mentalmente all’intervento chirurgico imminente, ma può anche contribuire a ridurre il tempo di degenza ospedaliera, accelerare la ripresa postoperatoria e migliorare i risultati a lungo termine. Inoltre, coinvolgendo il paziente attivamente nel proprio processo di cura, la preabilitazione promuove un maggiore senso di controllo e fiducia nel percorso di trattamento. Tuttavia, per massimizzare i benefici della preabilitazione, è essenziale un approccio multidisciplinare che coinvolga chirurghi, oncologi, nutrizionisti, fisioterapisti, psicologi e altri professionisti sanitari. Solo attraverso una collaborazione attiva e coordinata è possibile garantire che ogni paziente riceva un piano di preabilitazione personalizzato e completo che risponda alle sue specifiche esigenze e ottimizzi i risultati del trattamento.