, , ,

Acqua del rubinetto, filtrata e minerale: trasparenza, qualità e sicurezza a confronto

Designed by Freepik

di Rolando Bolognino

Le acque filtrate vengono sottoposte a processi di filtrazione e purificazione per eliminare eventuali impurità e contaminatati. Tali processi possono apportare un cambiamento nel sapore, nell’odore e nella qualità dell’acqua. In primo luogo è importante fare chiarezza sulle differenti tipologie di acqua che si possono consumare: l’acqua minerale, quella imbottigliata, e l’acqua destinata al consumo umano, principalmente distribuita tramite acquedotti pubblici, ma anche tramite cisterne.  L’acqua filtrata è il risultato finale di ulteriori trattamenti a cui viene sottoposta l’acqua del rubinetto.

articolo acqua trattataL’acqua che esce dai rubinetti è sicura per legge, e rappresenta anche un’ottima scelta sia dal punto di vista ambientale che economico, diminuendo le spese ed il consumo di plastica. L’acqua destinata al consumo umano già al momento del prelievo viene sottoposta a differenti processi per rimuovere contaminanti fisici, chimici e biologici, come:

  • Filtri a sabbia: strato di sabbia fine che trattiene le particelle solide sospese in acqua;
  • Filtrazione a membrana: prevede l’uso di membrane semipermeabili per rimuovere contaminanti;
  • Dispositivi ad absorbimento: in cui i contaminanti sono trattenuti da materiale solido (Zeoliti o filtri a carbone attivo);
  • Processi di ossidazione: utilizzati per distruggere contaminanti microbiologici (clorazione, ozonizzazione, radiazioni UV);
  • Disinfezione: adottati sempre a fini di disinfezione microbiologica (raggi gamma o elettrolisi del sale);
  • Sistemi di addolcimento: rimozione degli ioni calcio che influiscono sulla durezza dell’acqua.

Dopo il trattamento e l’immissione nei sistemi di distribuzione è comunque necessario mantenere una determinata concentrazione di disinfettante residuo, che impedisce l’eventuale proliferazione batterica all’interno della rete di distribuzione, come ad esempio il cloro, che non deve superare i 0.2 mg/l secondo il D.lgs 31/2001.

La qualità dell’acqua della rete italiana è tra le migliori in Europa: quasi l’85% della risorsa idrica prelevata in Italia proviene da falde sotterranee naturalmente protette, le quali richiedono interventi di trattamento minimi. La legge italiana impone rigidi parametri di qualità, accertati da numerosi controlli, così da garantire un consumo sicuro per il cittadino anche nelle mura di casa. La qualità dell’acqua potabile dipende strettamente anche dallo stato della rete di distribuzione, che può variare sensibilmente da comune a comune.

L’acqua che invece ritroviamo imbottigliata al supermercato rientra nella categoria dell’acqua minerale naturale, anche questa sicura e regolamentata (D.lgs 176/2011). In Italia si stima un consumo di circa 252 litri all’anno a testa, e nel 2023 sono stati imbottigliati circa 16 miliardi e mezzo di litri d’acqua. L’acqua minerale naturale viene direttamente prelevata dalla fonte o dalle falde sotterranee (dopo accurate analisi di purezza e sicurezza) e imbottigliata. Secondo la normativa vigente l’acqua minerale deve possedere dei requisiti fondamentali:

  • Origine sotterranea protetta
  • Purezza originaria, che deve essere mantenuta anche dopo l’imbottigliamento
  • Imbottigliamento all’origine
  • Tenore di minerali, di oligoelementi e caratteristiche essenziali constanti nel tempo
  • Eventuali proprietà favorevoli alla salute

Le acque minerali sono le uniche acque da bere che riportano etichette esplicative con le indicazioni di origine della sorgente, le caratteristiche chimico-fisiche e la composizione salina, permettendo così al consumatore di scegliere l’acqua in base alle proprie esigenze (residuo fisso, contenuto in minerali…).

Da recenti indagini, anche l’acqua in bottiglia non risulta esente da rischi, in quanto dopo l’imbottigliamento non viene esaminata per verificare il mantenimento delle caratteristiche chimico fisiche. Inoltre, dalle ultime analisi è emersa la presenza di contaminanti, come i pesticidi, a livello delle sorgenti, per questo nell’ultimo periodo si sta prestando maggiormente attenzione a questo aspetto. Di fatti, dal 2015 è stato emanato un decreto che prevede la ricerca dei principi attivi presenti nei pesticidi, indicando come soglia limite 0.1 µg al litro per singolo pesticida e 0.5 µg la somma di tutti quelli presenti.  Non sono da trascurare anche le modalità di trasporto e conservazione delle bottiglie, le quali possono influire sulle peculiarità dell’acqua stessa.

Parlando invece di acqua filtrata, non è altro che il risultato dell’utilizzo di caraffe filtranti oppure di apparecchiature utilizzate nell’ambito domestico o della ristorazione. Questi sistemi trattano l’acqua che esce dal rubinetto, che di per sé è già potabile. Differenti possono essere le tipologie di filtraggio e di sistemi utilizzati:

  • Microfiltrazione: consiste di un filtro a carboni attivi, che trattengono le sostanze di dimensioni comprese tra 5 a 1 micron; è il sistema maggiormente diffuso e permette di rimuovere dall’acqua spore di grandi dimensioni, il sapore di cloro, polveri sottili, farine, lieviti e amianto;
  • Ultra filtrazione: in grado di trattenere sostanze di grandezza superiori a 0.1 micron; è in grado di fermare batteri e virus, ma anche endotossine pirogene, coloranti sintetici, gelatine, silicio colloidale e polveri di carbone; questa tecnica non cambia le caratteristiche dell’acqua ma la rende più “buona” dal punto di vista organolettico e più sicura dal punto di vista batteriologico;
  • Osmosi inversa o iperfiltrazione: tecnica che sfrutta l’effetto inverso dell’osmosi, ovvero con una pressione indotta si costringearticolo acqua filtrata 2 l’acqua ad attraversare una membrana semipermeabile che trattiene le sostanze indesiderate e dalla quale fuoriesce l’acqua purificata; questa procedura permette di rimuovere anche le sostanze che sono disciolte nell’acqua, come i sali minerali, andando a cambiare alcune caratteristiche quali il residuo fisso e la conducibilità elettrica.

La scelta del tipo di tecnica di filtrazione dipende essenzialmente dalle caratteristiche dell’acqua e dal livello di purezza che si intende ottenere.

articolo acqua filtrata 3
Il consumo dell’acqua filtrata è regolamentata dal decreto ministeriale del 7 febbraio del 2012 n.25, che riguarda le disposizioni tecniche riguardanti le apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano. Al fine di prevenire potenziali rischi per la sicurezza dei consumatori e garantire le prestazioni dei dispositivi, il decreto richiede che sia assicurata la disponibilità di esaustive istruzioni d’uso, per quanto riguarda l’installazione, la manutenzione e l’impiego dei dispositivi, in base alle tipologie di trattamento e delle singole apparecchiature. Con questi metodi di filtrazione può verificarsi una riduzione o eliminazione di alcuni minerali come magnesio e/o calcio e di contro provocare un aumento del sodio, che in alcune condizioni cliniche è fortemente sconsigliato, ma anche in termini di prevenzione di salute pubblica.  Pertanto il Codacons raccomanda di prestare la massima attenzione circa l’acqua servita negli esercizi commerciali. Spesso il consumatore è ignaro di come l’acqua servita venga trattata, eccetto nei casi in cui viene fornita acqua minerale nella sua bottiglia originale e sigillata. Inoltre, nei ristoranti sta diventando sempre più comune servire acqua filtrata al posto dell’acqua minerale richiesta dal cliente, addebitando comunque il prezzo dell’acqua minerale imbottigliata. Questo comportamento non solo inganna il consumatore, ma solleva anche preoccupazioni sulla qualità e sicurezza dell’acqua. In tal caso, il consumatore può trovarsi di fronte ad una truffa, che comporta non solo un rischio economico, ma anche un rischio per la propria salute.