Le interazioni fra Microbiota e disturbi del comportamento alimentare
Di Rolando Bolognino e Lucilla Ciancarella
Le scoperte sul microbiota sono sempre maggiori, ed è in continua crescita anche l’interesse fra le possibili interazioni del microbiota con differenti disturbi e patologie. Difatti, negli ultimi anni sono diversi gli studi e le evidenze riguardo a quelle che possono essere le implicazioni del microbiota con i disturbi alimentari. Questo crescente interesse nasce dal sospetto che il microbiota intestinale possa avere un ruolo significativo sia nello sviluppo che nel mantenimento di disturbi alimentari quali anoressia nervosa, bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata.
Prima di analizzare quelle che sono le evidenze scientifiche riguardo le possibili interazioni, è importante valutare singolarmente le caratteristiche del microbiota e dei disturbi del comportamento alimentare.
È ormai risaputo che il microbiota sia composto da un numero straordinario di microrganismi che colonizza il tratto gastro-intestinale. Questi colonizzatori svolgono funzioni fondamentali per la nostra salute: aiutano a digerire i nutrienti, sintetizzano vitamine, modulano il sistema immunitario e offrono una protezione da altri microrganismi che possono risultare patogeni. Tuttavia, la composizione e l’attività del microbiota non sono statiche, sono influenzate da fattori come l’alimentazione, la genetica, l’età e persino l’ambiente in cui si vive.

Figura 1. Interazioni microbiota e processi biologici (Terry et al., 2020)
I disturbi del comportamento alimentare sono delle patologie complesse, che possono evolvere in condizioni altrettanto gravi. La base di questi disturbi è un comportamento disfunzionale e un’eccessiva preoccupazione per il peso e la forma del corpo. Anche in questo caso, i fattori che possono intervenire sullo sviluppo di queste condizioni sono differenti, spesso legate anche al contesto sociale in cui si vive e all’aver vissuto dei traumi. La classificazione dei disturbi del comportamento alimentare risulta articolata, in quanto non sempre si è in grado di stabilire dei comportamenti definiti, ma convenzionalmente vengono suddivisi in:
- Anoressia nervosa (AN): Questa condizione si manifesta con un peso corporeo in modo significativo al di sotto della norma, una paura intensa di ingrassare e una percezione distorta del proprio corpo;
- Bulimia nervosa (BN): Si caratterizza per un’alternanza tra abbuffate incontrollate e comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o l’esercizio fisico eccessivo;
- Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge-eating disorder, BED): si verificano episodi ricorrenti di abbuffate, ma senza che vengano adottate strategie compensative come accade nella bulimia.
In che modo il microbiota può regolare l’evolversi di queste condizioni? Diverse sono le ipotesi e gli ambiti in cui la ricerca si sta muovendo:
- Asse intestino-cervello: Il microbiota può comunicare con il cervello attraverso la produzione di neurotrasmettitori e metaboliti, influenzando così l’umore, l’appetito e il comportamento alimentare.
- Infiammazione: quando il microbiota è alterato (un fenomeno noto come disbiosi), può favorire uno stato di infiammazione sistemica, che a sua volta è stato associato a diversi disturbi psichiatrici.
- Metabolismo energetico: le modifiche nella composizione del microbiota possono influenzare il modo in cui il corpo gestisce l’energia e regola il senso di fame e sazietà.

Figura 2. Possibile ruolo del microbiota nello sviluppo dell’AN (Sud, 2021)
Uno studio condotto da Navarro-Tapia e collaboratori ha indagato la biodiversità del microbiota in soggetti che soffrivano di ansia. In questi soggetti sono state individuate un minor numero di specie, soprattutto ceppi batterici coinvolti nella produzione di neurotrasmettitori, quali GABA e serotonina che intervengono nella regolazione dell’umore. I risultati ottenuti hanno portato alla conclusione che intervenendo sulla disbiosi si possa agire sulla regolazione dell’umore e nel trattamento di disturbi del comportamento alimentare.
È interessante notare come sia emerso da ulteriori studi che un’alterazione del microbiota non sia soltanto una causa, ma anche una conseguenza dei disturbi alimentari, e rappresenta uno strumento anche per una diagnosi precoce di queste patologie.
Gli studi che hanno monitorato i cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale dei pazienti durante la rinutrizione offrono ulteriori spunti di riflessione. Anche quando il peso corporeo viene ripristinato, la diversità del microbiota intestinale non torna ai livelli osservati nei soggetti sani. Questo suggerisce che la disbiosi intestinale persiste oltre il recupero del peso, rappresentando forse un fattore critico che contribuisce al rischio di ricaduta e alla difficoltà di mantenere i risultati ottenuti. Risulta evidente quanto sia complesso il trattamento dell’anoressia nervosa e quanto sia importante un approccio integrato, che considera non solo il recupero del peso ma anche la salute dell’intero organismo, incluso il microbiota.
Intervenire sulla salute del microbiota, con l’utilizzo di integratori e con la dieta, può essere una strategia a completamento delle terapie dei disturbi del comportamento alimentare. Piccole accortezze quotidiane possono aiutare a migliorare il benessere intestinale a sostegno del processo di guarigione.
- Scelte alimentari consapevoli: Integrare nella dieta alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, cereali integrali e legumi, favorisce lo sviluppo di un microbiota equilibrato. Allo stesso tempo, è utile limitare il consumo di cibi industriali, zuccheri raffinati e grassi saturi, poiché possono aumentare l’infiammazione e alterare l’equilibrio intestinale.
- Gestione dello stress: Lo stress cronico è noto per avere effetti negativi sul microbiota e può peggiorare i sintomi dei disturbi alimentari. Tecniche come la meditazione, il rilassamento muscolare, lo yoga o semplici esercizi di respirazione possono contribuire a calmare l’intestino-cervello e a migliorare l’equilibrio emotivo.
- Attività fisica moderata: Un esercizio fisico regolare, praticato senza eccessi, può avere benefici diretti sia sulla salute mentale sia sul microbiota intestinale. È importante, tuttavia, bilanciare l’attività fisica in modo da evitare comportamenti eccessivi che potrebbero aggravare i sintomi del disturbo.
- Sonno rigenerante: Dormire bene e a sufficienza è un pilastro fondamentale per mantenere la salute dell’intestino e il benessere generale.
- Idratazione ottimale: Bere quantità adeguate di acqua e liquidi è essenziale per supportare la digestione, l’assorbimento dei nutrienti e il funzionamento ottimale del microbiota intestinale.
Le implicazioni cliniche e terapeutiche di queste scoperte sono estremamente rilevanti e offrono nuove prospettive per il trattamento dei disturbi alimentari. La comprensione sempre più approfondita del ruolo del microbiota intestinale in queste patologie potrebbe rivoluzionare sia la diagnosi sia l’approccio terapeutico. In particolare, interventi mirati al microbiota, come l’uso di probiotici e prebiotici, la personalizzazione della dieta e altre strategie innovative, si delineano come possibili strumenti per migliorare non solo la salute fisica, ma anche il benessere mentale dei pazienti.
Bibliografia
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Navarro-Tapia E, Almeida-Toledano L, Sebastiani G, Serra-Delgado M, García-Algar Ó, Andreu-Fernández V. Effects of Microbiota Imbalance in Anxiety and Eating Disorders: Probiotics as Novel Therapeutic Approaches. Int J Mol Sci. 2021 Feb 26;22(5):2351.
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