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Rubrica Frutti Tropicali: Guava, Atemoya e Sapodilla

Benefici, controindicazioni e consigli per un consumo consapevole

Di Rolando Bolognino e Lucilla Ciancarella

Cosa racchiudono realmente questi colorati scrigni tropicali?

 

Guava

La Guava è il frutto della Psidium guajava appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, originario dell’America centrale e ora coltivato in molte regioni tropicali. La guava ha una buccia che può variare dal verde al giallo, con una polpa che può essere bianca, rosa o rossa. L’odore tipico di questo frutto è dovuto alla presenza di composti carbonilici; quando non è maturo è ricco anche di tannini. La guava è ricca di vitamina C, fibra, folati e antiossidanti. Sebbene non ci siano studi clinici definitivi sull’efficacia medicamentosa della guava, alcune credenze popolari suggeriscono che il frutto o i suoi derivati possano essere utili in caso di diarrea, diabete di tipo 2, dismenorrea, iperlipidemia e ipertensione.
Insidie sotto la buccia: generalmente sicura per la maggior parte delle persone. Tuttavia, le persone con intolleranza al fruttosio o con disturbi gastrointestinali potrebbero dover limitare il consumo. In linea teorica, la guava potrebbe migliorare il controllo del diabete riducendo l’assorbimento degli zuccheri e migliorando la sensibilità all’insulina, ma questo porterebbe a delle interazioni con farmaci ipoglicemizzanti, aumentato il rischio di ipoglicemie, ma non sono ancora presenti prove scientifiche a sostegno.

 

Atemoya

L’Atemoya (Annona squamosa x Annona cherimola) è un frutto ibrido tra la cherimoya e la soursop. Originario delle regioni tropicali, ma ad altitudini superiori ai 1000 m, perciò vegeta bene anche in climi subtropicali e temperati caldi. L’atemoya è un frutto succoso e morbido, dal sapore leggermente dolce e un po’ acidulo, che ricorda la piña colada, con un retrogusto che ricorda la vaniglia. Quando maturo, può essere consumato fresco. Questo frutto a forma di cuore è una fonte ricca di vitamina C, manganese, fibra e antiossidanti. È utile per migliorare la digestione, supportare il sistema immunitario e combattere l’infiammazione.
Insidie sotto la buccia: L’atmoya contiene tossine naturali come gli alcaloidi, in particolare l’annoacina, che possono avere effetti neurotossici se consumati in grandi quantità. Sono in corso accertamenti per eventuali interazioni con farmaci ipoglicemizzanti o anticoagulanti.

 

Sapodilla

La Sapodilla è il frutto del Manilkara zapota originario del Sud-est asiatico, con una polpa fibrosa e dal sapore dolce e maltato, simile a una miscela di pere, miele e zucchero di canna. I coloni spagnoli introdussero la sapodilla nelle Filippine, diffondendola in Asia e India. Oggi, diverse cultivar sono presenti nelle regioni tropicali di America, Africa e Asia, ed è facilmente reperibile nei mercati globali. I frutti sono consumati crudi o utilizzati per la preparazione di marmellate, dolci, sorbetti, macedonie di frutta, insalate di stagione. La sapodilla è ricca di carboidrati complessi, vitamina C, vitamina A e minerali come potassio e ferro. È utile per aumentare l’energia, migliorare la digestione e supportare la salute della pelle grazie alla vitamina A.
Insidie sotto la buccia: la presenza di tannini e l’altro contenuto di fibra può causare disturbi gastrointestinali, come gonfiore, diarrea, se consumati in grandi quantità. Per chi ha il diabete, è importante moderarne il consumo, poiché potrebbe far aumentare i livelli di glicemia.