Perdersi in un bicchiere d’acqua (Oligominerale)
PERDERSI IN UN BICCHIERE D’ACQUA
L’acqua costituisce un elemento vitale che sostiene a pieno il nostro organismo sotto molti aspetti.
di Rolando Bolognino
Per prendersi cura del proprio corpo, ci si focalizza spesso sullo stile di vita, l’alimentazione e l’attività sportiva, ma con la stessa frequenza ci si dimentica di un altro elemento fondamentale,
l’acqua. Sebbene sia abbondantemente presente nella nostra quotidianità, la sua importanza viene spesso trascurata.
Il nostro corpo in linea generale è composto per il 60% da acqua, a seconda dell’età, del sesso questo rapporto può variare, difatti nei neonati l’acqua occupa il 75-80% del peso corporeo, negli uomini adulti il 60%, nelle donne dal 50-55% e negli anziani, che tendono a bere anche di meno, il 50%. Questo perché l’acqua svolge una serie di funzioni biologiche molto importanti come: partecipare alle reazioni energetiche come reagente; regolare la temperatura corporea, attraverso la sudorazione e le urine; permettere un corretto transito intestinale; rendere elastiche e luminosa la pelle; agire come lubrificante a livello delle articolazioni, essendo un costituente fondamentale del liquido sinoviale; aiutare la sintesi e formazione del tessuto muscolare ostacolando il catabolismo promosso dal cortisolo (ormone dello stress).
Visto che l’acqua partecipa a diversi processi biologici, quanta acqua si deve bere?
In questo ci vengono in aiuto i LARN (livelli di assunzione di riferimento dei nutrienti), che danno delle indicazioni sul fabbisogno idrico giornaliero, che varia anche in tal caso in base all’età: 800 ml è considerata un’assunzione adeguata per i neonati, che raddoppia in riferimento ai bambini che hanno raggiunto i 6 anni di età; 1900-2000 ml è la richiesta minima da soddisfare in fase adolescenziale; l’apporto idrico di riferimento per gli adulti di sesso maschile è di 2500 ml, mentre 2000 ml per il sesso femminile.
In caso di gravidanza e allattamento il fabbisogno aumenta rispettivamente di 350 ml e 700 ml. Per gli sportivi si consiglia di aggiungere a quanto raccomandato 150-300 ml di acqua per ogni 20 min di esercizio fisico svolto. Naturalmente questi numeri sono indicativi e ogni persona ha il suo corretto quantitativo da ingerire giornalmente, misurabile con precisione grazie a strumenti dedicati.
Quale acqua scegliere?
Innanzitutto l’acqua deve essere potabile, per essere tale deve rispettare determinate caratteristiche organolettiche (limpida, inodore, incolore ed insapore) oltre ad essere priva di contaminanti
microbiologici e chimici. Inoltre vengono controllati i livelli di ammonio, che devono essere inferiori a 0.05mg/dl, e di nitrati, con dei valori soglia inferiori a 5mg/dl, in quanto una volta
introdotti nell’organismo possono essere soggetti al fenomeno di riduzione in nitriti (che devono invece essere assenti) e trasformati in nitrosammine, sostanze potenzialmente cancerogene. Altro
parametro che viene valutato è la presenza di cloruri, che se presenti in misura superiore a 25mg/L sono indicativi della presenza di liquami biologici.
L’acqua che esce dai rubinetti è sicura per legge, e rappresenta anche un’ottima scelta sia dal punto di vista ambientale che economico, diminuendo le spese ed il consumo di plastica, ma dobbiamo comunque adottare degli accorgimenti.
Sarebbe opportuno far analizzare l’acqua che esce dai nostri rubinetti, in quanto durante il tragitto dalle cisterne alle nostre case, i tubi potrebbero essere danneggiati o vecchi e rilasciare dei contaminanti.
Inoltre l’acqua, prima di essere immessa in circolo, per poter essere resa sicura viene sottoposta a trattamenti di filtraggio e sterilizzazione, per cui potrebbero essere presenti nell’acqua dei residui di cloro. L’acqua che invece ritroviamo imbottigliata al supermercato, rientra nella categoria dell’acqua minerale naturale, anche questa sicura e regolamentata dalla legge.
L’acqua minerale naturale viene direttamente prelevata dalla fonte o dalle falde sotterranee (dopo accurate analisi di purezza e sicurezza) e imbottigliata. Le acque minerali vengono classificate in
base al residuo fisso (RF), un parametro che le distingue per il loro contenuto in minerali (più nel dettaglio, indica la quantità di sali presenti in un litro di acqua dopo essere stato sottoposto al
processo di evaporazione a secco).
Le acque minimamente mineralizzate si caratterizzano per un RF inferiore a 50 mg/L e sono particolarmente indicate in caso di ipertensione, tendenza alla calcolosi renale e per le preparazioni dei cibi per neonati. Nelle oligominerali tale indice di classificazione è compreso nel range 50 mg/L-500 mg/L. Queste acque stimolano la diuresi e prevengono episodi di calcoli ai reni, sono adatte all’uso quotidiano sia per i bambini che per gli adulti. Nelle minerali il RF è maggiore (si attesta tra 500 e 1500 mg/L). Tale tipologia si rende particolarmente adatta per gli sportivi, in quanto supporta il recupero dei minerali persi attraverso la sudorazione.
Le fortemente mineralizzate superano i 1500 mg/L e vengono definite anche “terapeutiche”. La loro ricchezza in sali è di ostacolo ai processi di diuresi e possono contribuire all’insorgenza di calcoli renali. Sono indicate soprattutto per i giovani, gli sportivi e per gli anziani, ma andrebbe sempre verificata la correttezza di tale scelta.
Alcune tipologie di acqua si distinguono per una concentrazione preponderante di alcuni minerali rispetto ad altri, tale informazione si ritrova facilmente in etichetta.
Acqua bicarbonata: concentrazione di bicarbonato >600mg/L, indicata per sportivi, poiché tampona l’acido lattico, e per chi soffre di reflusso, agendo come tampone a livello dei
succhi gastrici;
Acqua calcica: presenza di calcio >150mg/L, adatta nelle fasi di crescita, in gravidanza, in menopausa e per la prevenzione dell’osteoporosi;
Acqua solfata: contenuto in solfati >200mg/L particolarmente indicata per chi soffre di stipsi, da evitare in caso di osteoporosi, in quanto i solfiti tendono a trattare il calcio;
Acqua ferruginosa: ferro disciolto>1mg/L, adatta per chi ha un aumentato fabbisogno di ferro, come sportivi, adolescenti, donne in gravidanza;
Acqua sodica: concentrazione di sodio >200mg/L fortemente consigliata a chi si sottopone ad estenuanti sessioni di allenamenti, e soprattutto durante la stagione estivi, in cui può
verificarsi un aumento della perdita di liquidi con la sudorazione.
Come aiutarsi a bere di più?
È sempre più comune la tendenza di non bere a sufficienza durante il giorno con la scusa di “non avere sete”. Per mantenere un buon livello di idratazione ci si può aiutare stabilendo degli obietti
giornalieri, magari attraverso l’impostazione di sveglie, oppure utilizzare una borraccia graduata con gli orari. Per stimolare la voglia di bere ci si può sbizzarrire aromatizzando l’acqua con delle
stecche di cannella o qualche rametto di rosmarino, oppure dello zenzero o della menta per una versione più rinfrescante.
Inoltre può essere vantaggioso fissarsi di bere un bicchiere d’acqua prima di ogni pasto principale (colazione, pranzo e cena), ed anche quando si fanno gli spuntini, cosi da assicurarsi una buona idratazione nell’arco della giornata. Scegliere l’acqua giusta da bere e mantenere un adeguato livello di idratazione è una delle decisioni più semplici e più efficaci che possiamo fare per mantenere uno stile di vita e curare la nostra salute.





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