Garantire la qualità nutrizionale: un’opportunità per la nostra salute
Garantire la qualità nutrizionale: un’opportunità per la nostra salute
Analisi della qualità nutrizionale di un prodotto:
uno strumento a supporto del consumatore nella scelta degli alimenti che compongono la nostra dieta
di Nicla Marri
La qualità di un prodotto alimentare viene definita dalla norma UNI EN ISO 9000:2015 come la capacità di soddisfare le esigenze del cliente che usufruisce di un prodotto o servizio. Molteplici sono gli aspetti che definiscono la qualità alimentare: la qualità igienico-sanitaria, che garantisce che un alimento rispetti dei requisiti d’igiene minimi stabiliti per legge in modo da non rappresentare rischi per la sua salute; la qualità merceologica che assicura la conformità dei parametri tecnologici del prodotto rispetto agli standard di riferimento; la qualità nutrizionale, che esprime il contenuto in macro- e micronutrienti e la capacità dello specifico alimento di apportare benefici alla salute umana e, non da ultimo, la qualità organolettica, espressa dalla valutazione soggettiva del singolo consumatore in ordine alle caratteristiche del prodotto percepite attraverso gli organi sensoriali
La qualità nutrizionale degli alimenti va garantita lungo l’intera filiera produttiva, di fondamentale importanza sono dunque la selezione delle materie prime e dei sistemi di produzione, la scelta dei più idonei trattamenti di trasformazione, di commercializzazione e stoccaggio del prodotto fino al consumatore finale, ma anche un’attenta valutazione da parte di quest’ultimo dei sistemi di cottura e conservazione del prodotto finito in modo da preservare al meglio l’integrità dei vari nutrienti.
A tal riguardo il sistema Nutrient and Hazard analysis of critical control point (NACCP), ideato dalla Prof.ssa Di Renzo e dal Prof. De Lorenzo della Sezione di Nutrizione clinica e Nutrigenomica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è un ottimo strumento in grado di garantire e valorizzare la qualità nutrizionale di un prodotto agroalimentare lungo l’intera filiera produttiva. Nell’ottica dell’approccio One Health il sistema NACCP è finalizzato a garantire l’elevata qualità nutrizionale di un prodotto definendo le buone pratiche di allevamento, coltivazione, di trasformazione e di igiene sanitaria. L’applicazione del sistema NACCP all’intera filiera produttiva si basa sull’identificazione di marcatori di qualità: elementi nutritivi che, essendo preservati durante le fasi di produzione, commercializzazione e preparazione dell’alimento finito, intervengono nei processi metabolici dell’organismo. Esempi di marcatori nutrizionali sono l’acido linoleico coniugato: acido grasso polinsaturo appartenente al gruppo degli w6, presente in alte concentrazioni nei prodotti lattiero-caseari, dotato di proprietà antinfiammatorie e in grado di intervenire nei processi biochimici che regolano il senso di appetito; la cobalamina, o vitamina B12, abbondante nella carne bovina e nei molluschi, coinvolta nel metabolismo di aminoacidi e acidi nucleici, che ricopre un ruolo fondamentale nella formazione dei globuli rossi e del midollo osseo; infine riportiamo l’idrossitirosolo: composto fenolico dell’olio extravergine di oliva con forti proprietà antiossidanti e neuroprotettive.
In sintesi la qualità nutrizionale è il risultato finale di un patto a tre: produttore, distributore e consumatore, e il sistema NACCP è il testimone che assicura che ognuno abbia diligentemente svolto il proprio compito.
Tag: qualità, filiera, biomarker, NACCP
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